Il “Signor Bartolo”, così lo chiamavano in molti ,è sempre stato un uomo benvoluto e amato da tutti coloro che hanno incrociato il suo cammino. Ma chi era Bartolo Paone e da dove era partito? lui l’avrebbe raccontata così: “un giorno ho preso il treno della vita e da lì non sono più sceso”.
Nel lontano 1975, il Signor Paone iniziò il suo percorso nel settore delle telecomunicazioni lavorando per il gruppo Fintel come semplice dipendente, fu lì che la sua dedizione al lavoro gli permise di conquistarsi la stima e la fiducia del proprietario, Nicola Manto.
All'inizio degli anni ‘80, la forte ambizione iniziò a fargli accarezzare l’idea di mettersi in proprio, per questo motivo il Signor Manto, pur di non perdere una delle sue risorse più importanti, gli propose di diventare socio del Gruppo.
Da quegli anni, per il Signor Bartolo la strada fu solo in salita, era su un treno in corsa e non aveva più nessuna intenzione di scendere… o forse il treno in corsa era proprio lui. Il suo spirito imprenditoriale, che da qualche anno già scalpitava, nel 1983 lo spinse a fondare la sua prima società, la IRTEC.
Partire da zero e avviare quella nuova attività non fu semplice e le risorse economiche erano poche. Veniva affiancato dai fratelli e dalla moglie, che si occupavano del lavoro di ufficio e da solo 5 operai che lo seguivano sui cantieri.
Nel 1987 fondò la sua seconda società, la SITEL, con la quale continuò ad operare nel settore delle telecomunicazioni.
Agli inizi degli anni ‘90, dopo una decina di anni dal suo debutto nel mondo imprenditoriale, Bartolo Paone iniziò ad intuire l’importanza di diversificare la propria attività, per questo motivo decise di rilevare la società CIEM Montaggi, che operava già nel settore dell’energia da venti anni.
Bartolo Paone, grazie all’esperienza acquisita e alla voglia di crescita professionale, pensò di dar vita ad un’unica società che avrebbe incorporato la SITEL e la CIEM montaggi. Ecco quindi che, nel 1998 nacque la CO.GE.PA, che attualmente conta 8 sedi presenti sul territorio nazionale e più di 600 dipendenti.
Questa è la storia di un imprenditore napoletano che è partito dal basso, come operaio di una società dove ha imparato il mestiere, per poi crescere progressivamente, arrivando in cima alla vetta: la Co.Ge.Pa Telecommunication S.p.A.
Nell’arco di quarant'anni, la sua tenacia ed intuitività gli hanno permesso di costruire un impero e di assumere centinaia di dipendenti. Molti di loro sono con lui dagli esordi della sua carriera imprenditoriale e lo ricordano con rispetto, affetto e ammirazione. Come oggi ci racconta Giovanni Mignano, il quale lavora per la Co.Ge.Pa da ben 32 anni, il Signor Bartolo ha sempre avuto occhio nello scegliere le persone che avrebbero dovuto affiancarlo sul lavoro, ma la cosa più importante è che lui credeva veramente: credeva nelle potenzialità dei suoi dipendenti, dava valore al loro lavoro, fiducia e spesso la libertà di svolgere diverse mansioni. Questo era il suo modo per farli sentire gratificati e sicuri delle loro capacità. La grandezza di quest’uomo è data dal fatto che, nonostante ne avesse avuto tutte le facoltà, non si è mai fatto percepire come un capo, non si è mai sentito superiore a nessuno solo perchè era il proprietario di un’azienda, era stato dapprima lui un dipendente e sapeva bene cosa voleva significare, per questo motivo ha sempre cercato di mettersi sullo stesso piano dei suoi dipendenti, prendendosene cura e, come ci ha tenuto a sottolineare Giovanni, cercando sempre di farli sentire parte di una grande famiglia. A conti fatti, il Signor Paone la grande famiglia l’ha messa su davvero, lo conferma con voce tremante Monica Solenne, entrata a far parte della Co.Ge.Pa quando aveva appena 18 anni: Il Signor Bartolo non era solo il datore di lavoro, bensì un punto di riferimento per molti, Monica lo ha identificato come un secondo padre.
Molti dei dipendenti storici hanno messo in luce la spiccata bontà d’animo del Signor Bartolo, un pregio che lo portava ad essere un uomo amato e stimato da tutti. Antonio Cresci, suo dipendente e amico da ben 50 anni, nel ricordarlo lo ha dipinto un “Galantuomo”, che non ha mai lesinato aiuto a nessuno, un uomo che è sempre stato disposto ad ascoltare e offrire il suo supporto, anzi, come racconta Mauro Marino, lui voleva essere messo sempre al corrente di qualsiasi problema e se poteva trovare una soluzione non si tirava mai indietro. Ciro Musella, ha ritrovato nel Signor Bartolo un punto fermo su cui poter fare sempre affidamento in caso di necessità, una persona risoluta e sempre piena di risorse e idee.
Era proprio questo a renderlo una persona speciale, il suo preoccuparsi del benessere di tutti, della sua famiglia come dei suoi dipendenti, perché, per il Signor Bartolo, prima dell’aspetto professionale è sempre venuto quello umano, racconta Patrizia Chiotti, presente in Co.Ge.Pa dagli anni 2000.
Come ricorda con grande ammirazione
Giuseppe Di Grazia,
che ha lavorato con il Signor Bartolo da sempre,
lui aveva un proprio motto sul lavoro –
se si ha un’idea bisogna portarla a termine al di là di come andrà, la cosa importante è averci provato – queste erano le parole che utilizzava per motivare le persone che lavorano per lui, ma anche il suo modo di affrontare la vita. Insegnava a tutti a non demordere mai, perchè, secondo lui, nessun problema era insormontabile.
La stima, l’amore e l’ammirazione con cui i suoi familiari, i suoi amici e i suoi dipendenti lo ricordano oggi non è altro che il frutto di tutto l’amore smisurato che ha saputo seminare durante la sua vita.
Arrivederci Signor Bartolo!
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